La Free Software Foundation [1] ha messo on line una bozza della terza versione della GPL [2], la licenza per i programmi non sottoposti a copyright, che stavolta contiene una parte specifica sui digital rights management [3] (Drm), le tecnologie che impediscono la duplicazione non solo di programmi informatici, ma anche di immagini e suoni, come nel caso del dvd e dei cd. Però secondo Linus Torvald, padre del sistema operativo Linux, i programmi open source possono tranquillamente convivere con tecniche che proteggono la proprietà intellettuale delle imprese.
Per la Free software foundation i digital rights management sono giudicati «incompatibili» con il free software. Fin qui nulla di nuovo. Non è la prima volta che la Free Software Foundation prende posizione contro questa «tecnica» a difesa del copyright. Ma l’uscita di Torvald ha fatto immediatamente salire i toni della discussione. L'uscita di Torvald punta a definire una volta per tutte la compatibilità dei sistemi open source con il business. «Io sviluppo software non per fare politica», ha ripetuto anche questa volta. D'altronde non sono poche le imprese che usano software open source e, al tempo stesso, tecniche di digital rights management.
L’articolo con la notizia completa è sul sito del Manifesto [4].
Una panoramica, aggiornata in tempo reale, di cosa si dice nei blog sulla GPL3 è invece disponibile su Technorati [5]
Il grafico in alto rappresenta il numero di interventi giornalieri sui blog mondiali relativi alla GPL3.
|