Editoriale. Perché ISDR
Il secolo della Rete: Un progetto di rivista e non
solo

L
a disponibilità crescente di contenuti digitali, di servizi di tra smissione e di utensili di comunicazione sta abilitando, con modalità inedite, pratiche diff use di libera produzione, distribuzione e fruizione di conoscenza. Occuparsi politicamente dello sviluppo della libera conoscenza ri chiede oggi necessariamente il superamento dei metodi e degli stru menti tradizionali della politica. Lateralmente ai documenti di pro gramma, alle proposte legislative, alla convegnistica colta, alle inchieste giornalistiche, è necessario diffondere e consolidare l’esperienza pratica del free knowledge.
Lo richiede la specificità politica del tema, che non sopporta di essere rinchiuso nei recinti specialistici degli esperti di tecnologie o nella riflessione teorica generale, ma reclama il confronto con l’invenzione concreta del produrre, del cooperare, del comunicare, dello scambiare valore.
Tanto numerosi e autorevoli sono oggi gli appelli a innovare proces si, prodotti e mercati, tanto povere sono le possibilità di praticare innovazione e tanto angusti sono gli strumenti e gli orizzonti delle poche sperimentazioni avviate.
Non si riesce a cogliere, infatti, la straordinaria opportunità di invenzione sociale resa possibile dalle tecnologie della conoscenza.
Ciò che serve è, invece, promuovere con ampiezza di visione, su larga scala, esperienze effettive di ricerca sociale, caratterizzate dalla speri mentazione sul territorio di nuovi paradigmi di cooperazione produttiva, di retribuzione del lavoro, di scambio di servizi e prodotti, di produzione e distribuzione di conoscenza.
L’iniziativa editoriale che ci impegniamo a sviluppare ha come scopo quello di fornire strumenti per un programma politico basato sulla libera conoscenza.
Ci rivolgiamo a tutti gli attori singoli e collettivi che già oggi si confrontano con questi obiettivi nella pratica dei movimenti, nelle istituzioni locali, nel confronto con i mercati.
Sollecitiamo un contributo di idee che siano ricche di lucida e determinata concretezza nel proporre la sperimentazione di paradigmi inediti basati sulla libertà di conoscenza e ci impegniamo a contribuire all’approfondimento di queste idee mediante l’utilizzo di saperi ed esperienze che già operano in questo contesto.
Praticare il free knowledge ci sembra oggi il modo più utile di aggiornare l’agenda della politica e contribuire con la forza di una progettazione consapevolmente visionaria alla sperimentazione anche di nuovi attori e nuove forme della politica.
Anche per questo il numero zero di ISDR, che ha essenzialmente il compito di strutturare una rete redazionale ed una pratica editoriale, concentra la sua attenzione sul tema della proprietà intellettuale per ridefinirla come "bene comune".