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24
febbraio 2004
Convegno:
La rete delle libertà
Vivere e lavorare in rete tra diritto alla
privacy e sicurezza
"It
is seldom that liberty of any kind is lost all at once"
David Hume, Essays Moral, Political and Literary. 1742, 1752
La Rete
non è più una novità, ma un fenomeno sociale
e tecnologico affermato che ha già affrontato e superato
le sue prime crisi. Nonostante il digital divide, possiamo dire
che oggi gli esseri umani usano internet. Tuttavia, rispetto
alla società nel suo complesso la rete è ancora un
fenomeno non integrato. Ha un rilevante peso economico, ma la politica,
l'economia, il diritto e le istituzioni faticano a comprenderlo
nella sua dimensione sociale.
A questa
difficoltà, legislatori, amministratori, soggetti economici,
rispondono spesso con reazioni di chiusura e tentativi di restringere
le libertà che la rete promuove e rappresenta. E questo accade
sia per quanto riguarda la privacy individuale, attraverso la schedatura
e la profilazione dei comportamenti in rete, sia la diffusione della
conoscenza limitata dall’applicazione estensiva di marchi,
brevetti e copyright sulle idee messe in circolazione attraverso
la rete.
I due
aspetti, quello della privacy e quello della circolazione delle
idee, sono solo apparentemente slegati.
La violazione
della privacy espone le persone a un potere non controllabile, rende
tutti potenziali sospetti e tende a omologare il comportamento dei
soggetti che sanno di essere osservati. D’altra parte ogni
limitazione allo scambio delle idee impoverisce chi ne è
portatore e si traduce in un freno all’innovazione e alla
ricerca.
É
in atto una profonda trasformazione, è vero, ma mentre vediamo
il fenomeno rete diffondersi e consolidarsi, assistiamo contemporaneamente
alla nascita di nuove paure, spesso infondate, legate alla sua penetrazione
sociale, dalla presunta anomia del cyberspazio ai fenomeni di terrorismo
e di criminalità economica che attraverso di essa possono
essere esercitati. Così mentre la rete assume un peso sempre
piu’ rilevante nelle abitudini e negli stili di vita delle
persone, registriamo l’assenza di una vision efficace in grado
di prefigurare nuovi scenari organizzativi e tecnologici a cui corrispondono
da una parte la miopia della politica, dall’altra banali,
quanto pericolosi, interessi oligopolistici.
Tutto questo può essere anche comprensibile, ma è
estremamente pericoloso.
Più
in dettaglio, emergono alcuni temi che dovrebbero essere oggetto
di un riflessione approfondita:
"They
that can give up essential liberty to obtain a little temporary
safety
deserve neither liberty nor safety"
Benjamin Franklin, Letter to Josiah Quincy, Sept. 11, 1773
Privacy
Emergono, sempre più spesso, tendenze che tentano di introdurre
forme di schedatura di massa sulla rete, fatto prima non consentito
negli stati democratici.
Oggi assistiamo ad un tentativo, spesso goffo, di far rientrare
un vasto fenomeno tecnico-sociale nell'alveo di regole pensate per
altri mezzi ed altri fini, al prezzo di uno stravolgimento degli
stessi principi tradizionali di uno stato democratico.
Una aspetto paradossale è che questi tentativi sono giustificati
dalla politica con appelli alla “sicurezza” e con l'uscita
dal “Far west di internet”. Ma con la loro difformità
dai principi di uno stato democratico fanno pensare ad un comportamento
da “Far west” da parte dello stesso sistema politico.
Profilatura
dei comportamenti su rete
La profilatura degli utenti e la conseguente loro mappatura per
comportamenti e tipologie di consumo è una pratica esistente
da tempo ma la sua estensione alla Rete, per la grande massa di
dati che essa mette a disposizione, rischia di avere un impatto
di proporzioni inquietanti.
Più di quanto non sia avvenuto finora, il rischio concreto
è che questo renda le persone più vulnerabili alla
manipolazione di gusti ed attitudini da parte delle compagnie che
possono avere accesso a questi dati.
Questo è possibile senza apparentemente interferire con la
privacy individuale. La mappatura del consumo e delle abitudini
da parte dei produttori implica la possibilità di pilotare
i consumi generando potenzialmente una rottura definitiva del meccanismo
di mercato da parte delle aziende più grandi e ricche e di
portare distorsioni irrimediabili alla società nel suo complesso.
"If
you have an apple and I have an apple and we exchange apples
then you and I will still each have one apple.
But if you have an idea and I have one idea and we exchange these
ideas, then each of us will have two ideas"
George B. Shaw
Conoscenza
Una altro diritto che appare oggi in discussione è quello
alla conoscenza. É infatti innegabile che il combinato delle
più recenti leggi sul copyright e sui brevetti, in un contesto
del tutto nuovo come l'economia di rete, tende a favorire esclusivamente
le grandi compagnie escludendo i singoli cittadini e le PMI dall'accesso
alla conoscenza.
Metodi giuridici nati per proteggere gli investimenti delle imprese
e gli autori/inventori stanno diventando, nel nuovo contesto, uno
strumento protezionistico e di creazione di monopoli non giustificato
dal processo di sviluppo delle nuove tecnologie, che invece richiede
sempre maggiore cooperazione e condivisione, mentre il terreno di
scontro si é spostato dal gradimento commerciale alle aule
di tribunale, dalla qualità del prodotto all’efficienza
delle law firm impiegate.
Al contrario,
noi crediamo che la rete sia e vada trattata come Commons
in senso pieno, un bene comune universale, non esclusivo e inalienabile
per promuovere la democrazia, lo sviluppo, la piena realizzazione
degli individui e la difesa della dignità umana. La
rete, come infrastruttura per l’informazione e la comunicazione
è un dispositivo sociale di connessione fra gli individui,
uno strumento per il trasferimento e l’elaborazione di saperi
condivisi e accumulazione di conoscenza: proprio quello che serve
agli uomini per realizzare una società piu forte e più
giusta.
Il
Secolo della Rete
Il
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