Comunicato 19-03-04

ECONOMIA DI RETE CONTRO ECONOMIA DI GUERRA

20 marzo:  giornata mondiale contro la guerraOggi, all’inizio del nuovo secolo, un vecchio paradigma economico, splendidamente rappresentato dalla presidenza Bush, sembra aver preso il sopravvento, orientando a sé con crescente violenza la vita quotidiana, le attività economiche, la circolazione delle informazioni, la produzione delle idee, la protezione dell’ambiente. Questo paradigma è l’economia di guerra”, a servizio dell’industria del petrolio e delle armi. Non si tratta soltanto di quello che alcuni hanno chiamato “keynesismo” di guerra, ma di prevedere, progettare ed utilizzare la guerra come strumento per garantire con le armi la sopravvivenza di un modo di produrre e di vivere sempre più grottescamente inadeguato a risolvere gli enormi problemi che esso stesso ha generato: disuguaglianze insopportabili, distruzione delle risorse naturali, cancellazione di ogni diversità culturale.

Negli ultimi anni del secolo scorso si è tuttavia prodotto un tumultuoso cambiamento che ha investito la vita sociale, le relazioni economiche, le aspettative e la speranza del futuro di vasti settori della popolazione e dei soggetti economici dei paesi sviluppati. Questo movimento, innescato dalla disponibilità di vecchie e nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha generato un nuovo paradigma economico: l’economia di rete”. A questo nuovo modello di cooperazione sociale e produttiva, con generosità, ingenuità, perizia tecnica, intelligenza sociale e, spesso, scarso senso degli affari, ha fatto riferimento una moltitudine di attori dalle caratteristiche più diverse, spesso tra loro in conflitto ed in competizione: piccole imprese, ricercatori, hackers, professionisti, centri sociali, grandi aziende multinazionali, finché a gran parte di essi la speculazione finanziaria non ha succhiato energie e risorse senza però riuscire ad ucciderne l’intelligenza del futuro e la speranza di poter costruire inedite forme di cooperazione produttiva e sociale.

L’economia di rete detesta l’economia di guerra ed è il suo antidoto: è la cooperazione che si oppone al dominio, è informazione non gerarchizzata, è valorizzazione e relazione tra le diversità, è speranza nel futuro.

La guerra preventiva all’Iraq e la situazione disastrosa che ha generato, come largamente previsto, è solo l’ultimo esempio di un paradigma vecchio e pericoloso e della sua rozza strategia di potere che favorisce e pratica il terrorismo invece di fermarlo.

Il Secolo della Rete aderisce per questo alla giornata di mobilitazione globale ed alla manifestazione del 20 a Roma.

Il Secolo della Rete